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La città di Orte sorge su di un'alta rupe tufacea, dove a Nord ed a Est troviamo l'ansa del fiume Tevere, e a Sud il solco del suo affluente, il torrente Rio Paranza. Le case periferiche sorgono direttamente sul ciglio delle pareti a picco dove si notano perforazioni a varie altezze di antiche abitazioni scavate nella roccia tufacea. Per la sua posizione Orte è considerato un importante nodo stradale e ferroviario dell'Italia centrale, a confine tra il Lazio e l'Umbria ed in corrispondenza appunto dello scalo ferroviario, si è formato in epoca più recente il centro abitato di Orte Scalo.
L'insediamento nella zona di Orte risale all'età paleolitica; dimostrato da oggetti di pietra, asce e punte di freccia, conservati oggi nel Museo Pigorini di Roma. In seguito fu abitata da popolazioni etrusche ove ancora oggi la città è ubicata. Questa zona, fu più volte luogo di scontri tra Etruschi e Romani e nelle battaglie del 310 e del 283 a.C., combattute presso il lago Vadimone ( zona di San Michele), che i romani distrussero gli Etruschi. Nel periodo romano Orte si svegliò a nuova vita. Creata municipio, fu lasciata libera di autogovernarsi ma senza diritto di votare le leggi. Nel periodo agusteo furono edificate molte opere pubbliche. Fu costruito un ponte sul Tevere a cinque archi con tre torri e spallette merlate in sostituzione del preesistente ponte in legno dell'epoca di Pompeo Magno. Il ponte tuttora raffigurato nello stemma cittadino di cui non rimangono che tre monchi piloni finché fu in piedi (1524) conferì ad Orte grande importanza perché per esso passava la Via Amerina che congiungeva Roma all'Umbria e date le esigenze idriche della città si costruì un acquedotto di nove archi, il quale riuniva la massa di Orte e quella della Bastia. Furono scavate inoltre ampie grotte nel vivo della rupe per adibirle a necropoli, lungo le cui pareti, ancora oggi, si possono vedere dei colombari.

 

 

In seguito Orte fu occupata dai Goti, dai Bizantini e dai Longobardi. Nell'VIII° secolo entrò a far parte del Patrimonio di San Pietro in Tuscia,
La città non ebbe feudatari ma si resse a Comune con podestà, nobili e popolo.
Nel territorio ortano, in antico molto più vasto, sorsero, numerosi castelli appartenenti a nobili casate, e di cui restano visibili tracce.(Bassano ; Palazzolo , San Masseo ) Nel XIII° e XIV° secolo Orte ebbe una notevole attività artistico intellettuale, tanto che poteva vantare una università. Si svilupparono le istituzioni ospedaliere e assistenziali, che oltre ad avere carattere religioso ebbero grande rilevanza economica.
La città era divisa in sette contrade che prendevano quasi tutte il nome del santo titolare della chiesa più importante esistente nella contrada stessa . Faceva eccezione l'ottava contrada , denominata Capo Castello, perché in essa era ubicata la Rocca di difesa della città .Vi alloggiavano, all'inizio del XIII° secolo, i Signori eletti dai pontefici fra i nobili che godevano della loro simpatia.

 

 

Non si sa esattamente come questi Signori esercitassero il loro dominio, ma è certo che mentre alcuni lasciavano una certa autonomia al Comune, altri inferivano con spiccata tirannia contro il popolo. Fra questi ultimi primeggiava Antonio Colonna, eletto dallo Zio Martino V. Alla morte del Papa (1431) Antonio fu cacciato a furor di popolo, e la Rocca rasa al suolo, perché nessun tiranno vi potesse mai più alloggiare. Sulle sue rovine, verso la fine del XVI° secolo, fu costruito dagli Alberti un palazzo divenuto poi, di proprietà dei conti Manni. Anche se Orte conserva ancora intatta la caratteristica planimetria della città medioevale, accentrata attorno alla piazza maggiore, ove sboccano le vie principali, il fitto tessuto degli edifici più antichi fu parzialmente ricostruito, lungo i secoli XVI° - XVIII°, con le nuove tipologie a palazzo, di cui ne sono esempio vari edifici, ubicati nella piazza centrale e nelle vie principali.

 

 

Orte Scalo

A circa 4 km, si distende l'abitato di Orte Scalo, lambito per tutta la sua lunghezza dal Tevere. E' la frazione più grande, con quasi 5000 abitanti, circa la metà dell'intero comune. Sorge su un territorio anticamente chiamato Martevole, alcune leggende dicono perché vi sgorgava una fonte dedicata a Marte, altre perchè era avvenuto un fatto d'armi. Oggi è un'importante nodo ferroviario che collega Orte con Roma, Ancona, Firenze. La ferrovia venne costruita dallo Stato Pontificio nel 1864 per collegare Roma con Orte. Il 4 gennaio 1866, per la prima volta un treno attraversava la stazione ferroviaria di Orte.Il territorio di Orte Scalo è la continuazione storica di quello di Orte Centro perché da sempre vi ha fatto parte.

 

 

Qui si stabilì la prima comunità dei frati di S. Francesco e vi risiedeva lo stesso Santo di Assisi durante la sua permanenza ad Orte. Nacque così nell'anno 1209, il primo convento dell'Ordine.
Orte Scalo fu vittima dei bombardamenti della II guerra mondiale ed infatti non presenta palazzi antichi, quasi tutti gli edifici sono stati costruiti dopo il 1945, mentre la Chiesa dei SS.Giuseppe e Marco, rimasta miracolosamente illesa, dovette accogliere i numerosi cadaveri disposti in lunghe file tra il pianto e la disperazione dei sopravvissuti.

 

 

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